IntegraTerra

INTEGRA TErra

Network di operatori per lo sviluppo e la qualità del territorio e del paesaggio in Umbria

Referenti:
arch. Leonardo Gioffrè
arch. Alessandro Bruni

 

La rete INTEGRA TErra è costituita da professionisti con competenze ed esperienze specifiche e multidisciplinari applicate all’attività professionale, formativa e di ricerca.

La cooperazione, l’affidabilità, la predisposizione alla condivisione dei saperi e delle idee sono gli elementi caratterizzanti che questa forma di collaborazione vuole valorizzare.

Lo scopo di INTEGRA TErra è di connettere e valorizzare le diverse esperienze professionali, offrendo uno strumento di consulenza completo, in grado rispondere in modo efficiente ed efficace alle istanze relative agli specifici settori di competenza ma anche di farsi promotrice attiva di iniziative integrate.

In particolare, il settore della Pianificazione è interpretato come il volano di una “filiera”, lo strumento che consente alle politiche per la città e il territorio di essere attuate fino alla scala del singolo intervento, materiale o immateriale. Proprio in virtù di questo metodo, gli incarichi dei professionisti della rete, specialmente con le pubbliche amministrazioni, si sono generati spesso attraverso un processo che, a partire dalla pianificazione strategica e sovraordinata e dalla programmazione europea, hanno fatto nascere piani in grado di favorire l’interesse e la capacità del settore pubblico e di quello privato di intervenire sul territorio con nuove previsioni, programmi di riqualificazione urbana, infrastrutture, reti e servizi, concorsi di progettazione, recupero e valorizzazione del patrimonio culturale ed edilizio e degli spazi aperti.

La collaborazione trova un comune riferimento nei criteri di rispetto ecologico-ambientale e socio-culturale coerenti con gli obiettivi di Europa 20-20-20 e la Strategia a favore dello sviluppo sostenibile in Europa. I principi della Carta di Lipsia sulle città europee sostenibili, della Convenzione internazionale di Aahrus sul diritto alla partecipazione del pubblico ai processi decisionali e la Convenzione europea del paesaggio sono assunti come riferimento di base per l’impostazione dell’attività di INTEGRA Terra. 

Alessandro Bruni

Alessandro Bruni

ARCHITETTURA, PAESAGGIO, PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE URBANA E TERRITORIALE

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Gabriele Ghiglioni

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ARCHITETTURA, PAESAGGIO, PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE URBANA E TERRITORIALE

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Giulia Giacchè

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AGRICOLTURA

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Leonardo Gioffrè

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Noesis

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SETTORE PROGETTAZIONE EUROPEA

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TeamDev

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SETTORE ICT

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Luca Trepiedi

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MOBILITÀ E STUDI SOCIO-ECONOMICI

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SMART COMMUNITY in UMBRIA

UN PROCESSO ORIENTATO ALLA RIGENERAZIONE SOCIO ECONOMICA A PARTIRE DAL RECUPERO DALLE RISORSE SOTTOUTILIZZATE, ATTRAVERSO UN SISTEMA INTEGRATO DI SERVIZI PER L’INTERAZIONE INTELLIGENTE TRA LA COMUNITÀ E IL TERRITORIO.

Smart Community in Umbria

 

DOMANDE & RISPOSTE PER SPIEGARE IL PROGETTO

 

COME NASCE L’INIZIATIVA?

Nel 2015, il progetto integrato per una Smart community in Umbria è proposto alla FONDAZIONE VILLA FABRI da una rete di professionisti riuniti in un Tavolo di lavoro multidisciplinare. La rete condivide con la Fondazione i medesimi obiettivi di tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, di sviluppo delle componenti paesaggistiche, di promozione dell’arte, delle risorse culturali ed enogastronomiche regionali. I Comuni di Trevi, che ospita la sede della Fondazione, Spello e Bevagna hanno aderito per primi all’idea di fare squadra e attivarsi in direzione della Smart community.

 

DI COSA SI TRATTA?

L’idea è quella di promuovere per fasi, a partire da una prima sperimentazione sul campo (progetto pilota) la realizzazione di un sistema integrato di servizi per i cittadini, orientati alla riqualificazione e alla valorizzazione delle risorse naturali e umane presenti diffusamente sul territorio. La comunità promuove, dunque, una rete organizzata di spazi e luoghi “intelligenti” (smart), su cui innestare innovazioni “al passo con i tempi” e occasioni di incontro, socialità, scambio economico utili alla ripresa di solide prospettive di crescita regionali.

 

IN COSA CONSISTE IL PROGETTO PILOTA?

Il progetto pilota serve a definire le modalità di coinvolgimento e le azioni da compiere più coerenti con il contesto e gli obiettivi prefigurati. Valutare i risultati del progetto pilota sarà importante per mettere a punto i tanti aspetti di questo progetto complesso. Si propone inizialmente di individuare aree pubbliche e/o private in condizioni di sottoutilizzo o in abbandono, in cui sia possibile avviare un’operazione di riqualificazione ambientale e funzionale, puntando sulla vicinanza con risorse naturalistiche e storico-culturali e tenendo conto della presenza di produzioni agricole da sostenere e valorizzare.

L’intervento prevede di organizzazione queste aree in “nodi” polifunzionali attrezzati da collegare tra loro fisicamente, tramite la rete della mobilità ecologica regionale e, virtualmente, mediante le numerose tecnologie ICT già disponibili. Questi luoghi saranno a servizio delle comunità locali con l’obiettivo di una rigenerazione socio-economica, della promozione e facilitazione turistica del territorio. Raccogliendo le sollecitazioni più mature, il primo studio sarà concentrato sul territorio dei comuni di Trevi, Spello e Bevagna.

 

QUALI SERVIZI È POSSIBILE REALIZZARE IN QUESTI “NODI”?

I ”nodi” saranno essenzialmente spazi verdi con piccole strutture di servizio ai cittadini (ad es. distributori di acqua, produzione di energia e ricarica veicoli elettrici, affitto di biciclette, wi-fi con banda larga, ecc.), dove sia possibile organizzare anche la vendita di prodotti locali, attività ludiche e di interesse sociale, come orti e giardini, che assicurino una presenza costante di utenti. Le aree di prossimità ai centri storici, ad esempio, possono migliorare l’accessibilità e la fruizione degli stessi centri se vengono attrezzati con apparati informativi, servizi di trasporto a chiamata, soste attrezzate per il turismo itinerante, transit point per la consegna di alcune merci, con particolare riguardo alle produzioni agricole. Il contenuto e il tipo di servizi erogati sarà pianificato in base alle peculiarità dei contesti locali ma sarà comunque fortemente orientato alla fornitura di servizi per le comunità locali, per le aziende che operano nel settore dello sviluppo rurale, nella tutela e conservazione della biodiversità, e volti contestualmente al miglioramento e al potenziamento della fruibilità turistica del territorio.

 

QUALI SONO I CANALI DI FINANZIAMENTO POSSIBILI?

Il progetto integrato consente di cogliere diverse opportunità offerte dalla nuova programmazione comunitaria e regionale. In più, questo tipo di iniziative, si rivelano spesso molto efficaci anche nel generare forme virtuose di partenariato pubblicoprivato.

 

QUALI SONO LE RICADUTE POSSIBILI SUL TERRITORIO?

Ricadute sociali di miglioramento della qualità della vita e delle relazioni.

Ricadute economiche: dirette, come la nascita di start-up innovative per favorire l’incontro tra le risorse e le produzioni locali e il turismo più o meno organizzato; indirette, come il potenziamento dei mercati dei produttori locali, il sostegno e lo sviluppo di filiere e produzioni tipiche, la specializzazione degli operatori turistici locali.

Ricadute Ambientali connesse allo sviluppo della mobilità a ridotto impatto; incentivo ai nuovi modelli di consumo critico; nuove imprese legate ai temi della green economy e dell’innovazione tecnologica; processi di riqualificazione urbana e valorizzazione ecologica degli spazi;

 

CHI STIAMO CERCANDO?

I cosiddetti “stakeholder” o portatori di interessi da coinvolgere sono gli operatori agricoli, le imprese di trasformazione, le associazioni, gli amministratori, altre imprese, in forma singola o associata che contribuiranno a definire i contenuti del progetto ma soprattutto le modalità per valorizzazione e gestione di spazi attrezzati comuni. Altri soggetti interessati all’iniziativa possono essere gli operatori del settore verde ludico o produttivo, i gestori di attività commerciali e gli artigiani, i piccoli investitori, gli imprenditori del turismo, gli operatori culturali, i gruppi impegnati in attività sociali e assistenziali, etc.

 

QUAL È IL METODO DI LAVORO?

La parola d’ordine è “cooperazione”; un processo che contribuisca al superamento degli svantaggi derivanti dalla  rammentazione e che possa essere finalizzato alla promozione e all‘introduzione di innovazioni di processo e di prodotto. Tale approccio prevede inizialmente la costituzione di un Gruppo di lavoro che possa concretamente agire in quest’ottica per lo sviluppo dei contesti rurali, naturali e antropici. In tal senso il progetto prefigura azioni e interventi volti a colmare il divario tra comunità locali, operatori economici e innovazione e ricerca. 

Memorandum

Vogliamo migliorare la qualità della vita e delle relazioni, restituire fiducia e gioia alle persone che vivono in un territorio straordinario in grado di offrire strumenti positivi per affrontare la quotidianità e il futuro.

In una regione come l’Umbria che vuole superare i localismi, occorre ripensare la comunità rafforzando un senso di appartenenza più ampio. Per farlo è necessario aggregare e sviluppare sinergie tra istituzioni, forze economiche e sociali, già affermate o da organizzare, sostenendo così i processi di avvicinamento alle Macroregioni, all’Europa e l’interazione col resto del mondo.

Con le risorse disponibili, le politiche di coesione possono stimolare una progettazione culturalmente coerente, capace di produrre quella qualità che crea connessioni tra i luoghi e le persone e favorisce le relazioni reali, basate su solidarietà e partecipazione. Rafforzare la struttura della comunità, organizzare il sapere e valorizzare le risorse sviluppa un’attitudine ad interpretare la contemporaneità per dare un futuro alla tradizione.

Attraverso un progetto coerente in grado di responsabilizzare gli individui, di attivare processi di condivisione per ricomporre e mettere in rete persone, risorse e attività, si supera la competizione e si costruisce un territorio vitale e inclusivo.

Immaginiamo luoghi di incontro aperti, dove sia possibile valorizzare il potenziale umano sviluppando relazioni, dove ci sia un sostegno rispetto ai bisogni e alle idee della società civile e in cui si possano coltivare talenti e virtù umane.

Recuperare spazi per l’aggregazione, la creatività e la cultura è vitale, un’esigenza  a cui è necessario dare una risposta creando una alternativa al mercato che li ha nel tempo intercettati ma anche  progressivamente snaturati e ai social media che forse non soddisfano il reale bisogno di comunità.

La partecipazione è la base per trasformare le idee in progetti e azioni.

Per questo Smart Comunity in Umbria propone un processo orientato alla rigenerazione socio-economica locale attraverso il recupero di aree sottoutilizzate di prossimità ai centri storici, alle risorse culturali e ambientali; un progetto interdisciplinare per valorizzare gli ambiti peri-urbani e rurali, per realizzare un sistema integrato di servizi per i cittadini, per promuovere le produzioni locali e facilitare il turismo sviluppando un “territorio intelligente” per le comunità.

Per chi lavora e produce, questo vuol dire ritrovare soddisfazione, opportunità, capacità di innovare, mentre chi è senza lavoro può  avvicinarsi a nuove attività in settori innovativi e legati all’economia locale di qualità,

per chi ha tempo libero vuol dire avere occasioni di socializzazione, gioco, di impiego utile del tempo,

per chi studia vuol dire trovare spazi di condivisione, occasioni di confronto e di verifica,

per chi viaggia vuol dire avere servizi, informazioni, autenticità.

Sommario

Il concetto di “Smart Specialisation” introdotto dalla Commissione Europea nelle politiche di sviluppo e fatto proprio dalla Regione Umbria in vari documenti strategici impegna ad un generale sforzo di ricerca, qualificazione e innovazione tecnologica e sociale dei territori. Obiettivi principali sono l’incremento delle potenzialità locali e la creazione in una visione integrata e completa dello sviluppo, che consentano ricadute positive e nuove possibilità imprenditoriali anche nei settori tradizionali: agricoltura, servizi per i cittadini, mobilità, nuova economia urbana della conoscenza, valorizzazione dei beni ambientali e culturali, turismo.

Il progetto Smart community in Umbria, strategico per il territorio e integrato tra i diversi settori, si propone in estrema sintesi di:

1. Individuare aree pubbliche e/o private marginali, in condizioni di sottoutilizzo o in abbandono, anche con l’ausilio di sistemi informativi geografici, in cui sia possibile avviare una rigenerazione ambientale, ecologica e funzionale, puntando sulla vicinanza con risorse naturalistiche e/o storico‐culturali e tenuto conto della presenza di produzioni agricole da sostenere e valorizzare;

2. riqualificare queste aree e organizzarle in “nodi” polifunzionali attrezzati con strutture di servizio ai cittadini (es. fornitura di energia autoprodotta da fonti rinnovabili con centraline di ricarica dei veicoli elettrici e rent‐a‐bike, acqua, banda larga, ecc.) dove sia possibile individuare anche un mercato di riferimento per i produttori locali e attività ludiche e di interesse sociale (es. orti urbani) che assicurino una presenza costante di utenti;

3. integrare la rete della mobilità ecologica e configurare questi stessi spazi quale sistema integrato (smart)

di “porte” di accesso ai centri storici e alle risorse culturali, volti a connettere e riattivare relazioni più vitali

tra i luoghi e ad aumentarne la fruibilità turistica (funzionare da nodi di interscambio tra percorsi urbani ed extraurbani e dove insediare apparati informativi, servizi di trasporto a chiamata, soste attrezzate per il turismo itinerante, transit point per la consegna di alcuni generi di merci, ecc..);

4. supportare e integrare la funzionalità e la gestione del patrimonio sparso, coinvolgendo anche i parchi e i giardini esistenti e creando nuove infrastrutture verdi di supporto che pure aiutino lo sviluppo di nuove funzionalità negli edifici e nuclei storici.

5. garantire la vitalità dei nodi attraverso lo sviluppo di strutture di governance inclusive, partecipative e resilienti.

6. monitorare la qualità delle aree rigenerate sulla base dei servizi ecosistemici prodotti (l’insieme dei benefici generati dal mosaico degli ecosistemi che contribuiscono al benessere umano e che costituiscono i principali motori dello sviluppo rurale) e sulle prestazioni fornite in termini ambientali e funzionali dei nodi per affrontare e gestire la minaccia del cambiamento globale alla scala regionale.

7. Produrre e gestire un sistema informativo che permetta di generare una rete di reti capace di organizzare la conoscenza del territorio e delle sue risorse favorendo il turismo.

Una strategia di specializzazione intelligente efficace deve essere certamente basata sulla comprensione del contesto ecologico, economico e sociale locale. In questo senso non si può prescindere dal coinvolgere le popolazioni locali, né si può ignorare la necessità di attivare sinergie tra i vari attori pubblici e privati in modo da attrarre investimenti, realizzare opere finalizzate alla rigenerazione urbana e a creare nuove imprese e nuovi posti di lavoro. Per questo il progetto affronta le diverse questioni con un approccio integrato e trova forme specifiche di volta in volta coerenti con la peculiarità dei contesti.

Il progetto pilota

La strategia dei nodi di servizio attrezzati, prevede la definizione di un Progetto pilota calato in un contesto di area vasta compreso tra i Comuni di Trevi, Spello e Bevagna. La definizione del progetto pilota è avviata di concerto con i  rispettivi Comuni. Anche sulla base di studi già effettuati dalla Regione Umbria in varie occasioni, in ognuno  i questi Comuni è possibile individuare un ambito di intervento che risponde ai criteri delineati : aree peri‐urbane nei paesaggi di prossimità dei centri storici; aree marginali, sotto‐utilizzate e/o  abbandonate; vicinanza con risorse naturalistiche o storico-culturali da valorizzare; contesti di produzioni  agricole da sostenere; collegamento di percorsi urbani ed extraurbani, e dei tracciati locali con le infrastrutture territoriali, presenza di risorse umane e sociali vitali da sostenere e incentivare. L’esempio di Spello, in particolare, è già un riferimento completo con forti potenzialità per  uno sviluppo immediato, anche per la presenza di soggetti attivi con cui stabilire accordi per la realizzazione e la  gestione dei servizi.

Attraverso il progetto pilota sarà anche possibile dare corso ad una sperimentazione di progettazione partecipata con l’applicazione di un modello innovativo qual è quello del service design, che basa il suo approccio sulla profonda comprensione dei comportamenti, dei bisogni e delle aspettative degli stakeholder, individuando a priori eventuali problemi e portando a sintesi una esperienza complessiva in un progetto condiviso.

Il progetto, realizzato per parti discrete o attraverso una implementazione complessa, in generale può essere inquadrato sia nella programmazione dei fondi strutturali 2014‐2020 della Regione Umbria che negli strumenti di programmazione negoziata di scala regionale, quali i Contratti di paesaggio, nonché in una potenziale programmazione europea di scambio e ricerca.

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